Che cosa raccoglie questa famiglia di dati
L'urbanistica stabilisce la regola del gioco su ogni metro quadro del territorio. Un immobile non vale per quello che è, ma per quello che la pianificazione comunale consente di farne: abitazione, negozio, capannone, nuova costruzione o solo manutenzione. Questa famiglia di fonti raccoglie quindi il piano regolatore di ciascun Comune e la sua traduzione cartografica, così da poter dire, per un indirizzo o una particella, in quale zona di piano ricade, quale destinazione d'uso è ammessa e quali norme tecniche di attuazione si applicano.
ImmobiliareUrbano aggrega questi documenti e, dove esistono mosaici georiferiti, li interroga per punto: non "il Comune X ha un PGT", ma "questo punto ricade in zona B2 di completamento residenziale, con indice fondiario e vincoli indicati dalle NTA".
Le fonti
Sono tutte fonti pubbliche e istituzionali. Il motore si appoggia a:
- Piani regolatori comunali pubblicati dai Comuni — il documento di piano e le norme tecniche approvati da ciascun Comune. È la fonte primaria: in Italia la competenza urbanistica è comunale.
- Regione Lombardia – mosaico PGT e Comune di Milano – PGT 2030 — il Piano di Governo del Territorio introdotto dalla L.R. Lombardia 12/2005, articolato in Documento di Piano, Piano delle Regole e Piano dei Servizi.
- Regione Veneto – mosaico PI — il Piano degli Interventi, parte operativa della pianificazione veneta (PAT/PI).
- Città Metropolitana di Torino – mosaico PRGC — i Piani Regolatori Generali Comunali del territorio torinese.
- Città Metropolitana di Bologna – mosaico PSC — i Piani Strutturali Comunali dell'area bolognese.
- Provincia Autonoma di Bolzano – piani urbanistici comunali — la zonizzazione dei Comuni altoatesini.
- Ministero della Cultura – SITAP (vincoli paesaggistici) e Regione Liguria – vincoli costieri (ope legis) — le fasce di tutela di coste, laghi, fiumi, boschi e aree protette, che possono comprimere o azzerare l'edificabilità indipendentemente dalla zona di piano.
A corredo, il quadro territoriale si completa con i riferimenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per reti e dotazioni infrastrutturali e con i dati statistici e di confine amministrativo dell'ISTAT, utili a collocare il piano nel contesto demografico e geografico corretto.
I portali di annunci e i gestori privati non rientrano in questa famiglia: l'urbanistica è, per sua natura, materia pubblica.
Come si leggono i dati
Tre campi contano più di tutti:
- Zona di piano (zonizzazione) — la lettera/sigla che classifica l'area: centro storico (A), completamento (B), espansione (C), produttiva (D), agricola (E), servizi (F), più le declinazioni locali. Dice la vocazione dell'area.
- Destinazione d'uso — l'uso ammesso (residenziale, commerciale, direzionale, produttivo, turistico-ricettivo, rurale). Il quadro nazionale delle categorie funzionali è fissato dall'art. 23-ter del DPR 380/2001, modificato dal decreto "Salva Casa" (DL 69/2024, conv. L. 105/2024): il mutamento tra categorie diverse incide su oneri e titoli necessari.
- Norme Tecniche di Attuazione (NTA) — il regolamento del piano: indici edificatori (fondiario e territoriale), altezze, distanze, rapporti di copertura, parcheggi. Sono le NTA, non la cartina, a quantificare che cosa si costruisce.
Vanno sempre lette insieme ai vincoli sovraordinati (paesaggistici, idrogeologici, sismici): una zona edificabile dentro una fascia di tutela può richiedere autorizzazioni ulteriori o risultare inedificabile.
Cosa ne ricava chi compra o investe
- Capacità edificatoria reale: dall'indice delle NTA e dalla superficie del lotto si stimano i metri quadri costruibili, il vero motore del valore di un terreno.
- Usi ammessi e cambio d'uso: capire se da capannone si può passare a commerciale, o da ufficio a residenziale, prima di impegnarsi.
- Costi "nascosti": contributo di costruzione, oneri di urbanizzazione e opere a scomputo (art. 16 DPR 380/2001), in cui l'operatore realizza direttamente strade, reti o servizi scomputando parte degli oneri, tramite convenzione urbanistica e con acquisizione delle opere al patrimonio comunale.
- Rischio di diniego: zona agricola, standard a servizi pubblici o vincoli di piano spiegano perché un affare "troppo conveniente" spesso non lo è.
Il cassetto dedicato è immu.it/piano-regolatore; l'archivio editoriale dei piani comune per comune è su pianoregolatore.it. Per il dettaglio territoriale vedi, ad esempio, le pagine di Milano e di Torino.
Limiti e cautele
Il piano regolatore non è una fotografia ferma: varianti, delibere e passaggi di approvazione lo modificano nel tempo, e il grado di digitalizzazione cambia molto da Comune a Comune. Dove non esiste un mosaico georiferito, il motore individua e mette a disposizione il documento ufficiale, senza forzarne la lettura automatica. Le elaborazioni servono a orientare la valutazione: prima di un atto, di un'offerta o di un progetto, il riferimento vincolante resta il piano vigente pubblicato dal Comune e, dove serve, un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) e un certificato di destinazione urbanistica (CDU).
Domande frequenti
Che differenza c'è tra PRG e PGT? Il PRG (Piano Regolatore Generale) è lo strumento storico. Alcune regioni lo hanno sostituito con nomi propri: PGT in Lombardia, PUG/PSC in Emilia-Romagna, PI/PAT in Veneto, PUC altrove. La funzione è la stessa: regolare usi e trasformazioni del territorio comunale.
La "zona di piano" dice quanto posso costruire? Indica la vocazione dell'area, ma la quantità (indici, altezze, distanze) la fissano le Norme Tecniche di Attuazione collegate a quella zona. Vanno lette insieme.
Posso cambiare la destinazione d'uso di un immobile? Dipende dal piano comunale e dal quadro dell'art. 23-ter del DPR 380/2001, aggiornato dal "Salva Casa". Il mutamento può richiedere titoli edilizi, oneri e, in alcuni casi, opere. Va verificato caso per caso.
Che cosa sono le opere a scomputo? Opere di urbanizzazione (strade, reti, verde, servizi) che l'operatore realizza direttamente a fronte di uno sconto sugli oneri dovuti, regolate dall'art. 16 del DPR 380/2001 tramite convenzione con il Comune.
Un terreno edificabile è sempre costruibile? No. Vincoli paesaggistici, idrogeologici o sismici possono limitare o impedire la costruzione anche in zona edificabile. Per questo i dati di piano vanno incrociati con le fasce di tutela.
Da dove vengono i dati urbanistici del motore? Da documenti pubblici: i piani pubblicati dai Comuni, i mosaici cartografici di Regioni, Province e Città metropolitane, e i vincoli del Ministero della Cultura, integrati dai riferimenti territoriali di MIT e ISTAT.
Dalla guida ai dati
Questi dati nella tua provincia
Ogni provincia ha la sua pagina su immu.it: i numeri comune per comune e tutti i cassetti della zona.
Per tutta Italia: il cassetto Piano regolatore · tutte le province nell'indice di immu.it.
Guida informativa aggiornata alla data indicata: non sostituisce il parere di un professionista (commercialista, notaio, avvocato o tecnico). Norme, aliquote e scadenze vanno verificate sul caso concreto.